Venerdì, 27 Febbraio 2015
A+ R A-

Scu. Ter.

  • Visite: 495

Il progetto Scu.Ter. (che sta per “scuola e territorio”) nasce nel 1997 ed è presente oggi in una quindicina di scuole di Torino e provincia. Prevede l’apertura di un punto di incontro in cui gli operatori Scu.Ter siano sempre visibili all’interno della scuola in cui operano. Questi punti di incontro sono attivi una volta a settimana per tutta la mattina, nonostante il momento di scambio effettivo con i ragazzi sia sostanzialmente l'intervallo, e sono animati da almeno tre operatori; funzionano come centri di aggregazione per i ragazzi della scuola e come volano di attività volte sia ad alleviare il disagio individuale, sia a promuovere il protagonismo collettivo.

 

Il progetto Scu.Ter. è il tentativo di avvicinare gli studenti ad un modo di essere nella scuola fatto di fantasia e serietà, di creatività e di progettualità, con la convinzione che studenti cittadini della scuola saranno adulti cittadini della società e che ragazzi appassionati della scuola saranno studenti capaci di far fruttare gli insegnamenti acquisiti.

 

Nel fare questo, il progetto si distingue per l'insistenza su due punti chiave: l'informalità e la continuità. La decisione di rimanere a scuola tutta la mattina si inserisce nel progetto più ampio di essere percepiti come parte integrante della scuola da parte degli studenti. Gli operatori del punto Scu.Ter. non sono sullo stesso piano dei ragazzi, ma non sono neanche insegnanti o genitori: in questo delicato equilibrio sta l'opportunità di porsi come figure di riferimento capaci di trainare la voglia di impegnarsi degli studenti, fornendo loro strumenti per concretizzare le loro proposte e agganciarle alla realtà, prima di tutto a quella scolastica.

 

Grazie alla presenza costante durante tutto l'anno, infatti, il punto Scu.Ter. si distingue dalle più classiche proposte di percorsi su temi circoscritti che si svolgono solitamente in qualche lezione e che spesso rischiano di rimanere scollegate dall'attività curricolare; esso si propone al contrario di stimolare la riflessione su cosa significhi stare a scuola e su come lo studio attivo possa costituire un'opportunità per acquisire strumenti critici e costruttivi da impiegare per migliorare la realtà in cui si vive.